I’M “IN” THE PAINTING

Quella di Jackson Pollock e una storia straordinaria. Originario dell’ Arizona, e formatosi a Los Angeles negli anni ’20, si trasfer i prima a New York e poi a Long Island a cavallo dei primi anni ’30. Da molti riconosciuto come L’ESPONENTE PI U IMPORT ANTE DELL’ESPRESSIONISMO ASTRA TTO, la sua arte e caratterizzata dal forte legame con la cultura degli indiani d’ America, ai quali si era avvicinato, seguendo i suoi studi di psicoanalisi e primitivismo. Entrare nella sua arte e un vortice di emozioni primitive, e un percorso interiore, nel quale non e I’ opera a essere interiorizzata da chi la osserva, quanto un’immersione di chi guarda all’interno del dipinto stesso. POLLOCK ERA ISTINTO ALLO STA TO PURO. Lo sgocciolamento della pittura sulla tela, l’uso della sabbia e di altri elementi esterni, la posizione sdraiata sul terreno, e un’azione continua, ritmica, vorticosa. Pollock danzava intorno alle sue opere, ne diventava parte integrante, come le note di una canzone, ogni goccia feriva la tela riconoscendosi armonia solo al raggiungimento della propria compiutezza. II pittore e parte del dipinto, ne cammina i contorni, lavorando la tela dai quattro lati fino ad entrare letteralmente dentro ii dipinto. Nel 1950, Hans Namuth, riusc i a immortalare la creazione di un’opera di Pollock. Cie che si vede e un viaggio onirico, una trance guidata da vernice e pennello, cie che si vede e la danza di un artista “IN” THE PAINTING.

Simone Sorelli

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