IL COSTUME DA BAGNO

I vincoli formali e di etichetta che legavano a doppio filo la societa del XX secolo non esistevano in antichita, visto che in un mosaico romano del III secolo d.C. sono raffigurate alcune fanciulle abbigliate con l’antenato del moderno bikini. Ma per ritornare da dove si e partiti, la strada e lunga. Basta pensare che nel 1750 s’indossava un abito con corpetto e calzoni, in tela spessa, sovrapponendovi una grande gonna molto poco pratica. Sono gli anni Venti che segnano ii vero e proprio “giro di boa”: i costumi delle donne, infatti, sono costituiti da corte gonnelline in TAFFETAS dotate di cintura sui fianchi, oppure venivano utilizzati atletici costumi da nuoto in JERSEY DI LANA, sfiancati e aderenti, senza maniche, sempre abbinati a calzoncini SHOR TS che arrivano a meta coscia o a corte COULOTTES. II tipico caschetto e protetto da cappellini di PIQUET bianco o CUFFIE DA BAGNO. Dominano IL BIANCO E IL BLU, mentre esplode la moda della CINTURA VALAGUZZA, una cintura in Jana corredata da una fibbia capace di contenere specchietto e trousse da trucco, (volendo anche le sigarette!), per non essere impreparate in mezzo ai flutti. Dal 1932 avviene la scissione tra pantaloncini e corpetto ed entra in scena ii pareo, lungo o corto, anche se non mancano le vestaglie lunghe allacciate in vita. Gli anni Quaranta sono gli anni dei pantaloni alla pescatora e dei grandi cappelli di paglia con fusciacche e sciarpe, spopolano i tessuti a pois o a quadrettini; sono anche gli anni in cui comparve ii BIKINI, e la societa sub i uno choc da cui, per fortuna, non si riprese mai piĆ¹.

Irene Biadaioli

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